link per le prime immagini del congresso di Kiev 2010
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Link per scaricare una scelta delle relazioni presentate al congresso:
http://www.neurofarmacologia.net/
Associazione Italiana di Terapia del Comportamento (AITeC)
CON IL PATROCINIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI LUCCA
MOBBING E STALKING: PROFILI PSICOPATOGICI E GIURIDICI
Sabato 26 giugno 2010 ore 9.30
Auditorium Fondazione Banca del Monte di Lucca
Saluti
Avv. Alberto Del Carlo
Presidente Fondazione Banca del Monte di Lucca
Moderatori
Prof. Mario Di Fiorino
Direttore U.O.C. Psichiatria Ausl 12 Viareggio
Avv. Carla Guidi Presidente Commissione Pari Opportunità Consiglio Nazionale Forense
Dott. Alessandro Del Debbio
“Il mobbing, la psicopatologia dell’ambiente di lavoro”
Dott. Jacopo Massei
“Lo stalking: il punto di vista dello psichiatra”
ccc
Avv. Lodovica Giorgi
“I profili giuridici di mobbing e stalking”
La partecipazione all’incontro darà diritto al riconoscimento crediti formativi
Roger Kennedy LA FAMIGLIA CHE ABUSA, la psicoterapia e la Legge Psichiatria e Territorio 2001
CAPITOLO 6. COMPORTAMENTO DISTRUTTIVO NELLA FAMIGLIA
In molte famiglie trattate al Cassel, il comportamento distruttivo ha finito per dominare la vita della famiglia. Questo capitolo descriverà alcune questioni generali relative alla distruttività nelle famiglia attraverso una prospettiva psicoanalitica, così come questioni più specifiche relative all’abuso fisico nelle famiglie.
LA FAMIGLIA NELLA LETTERATURA
Si può dire che il risultato del comportamento distruttivo nella famiglia sia uno dei temi dominanti di molti dei lavori chiave della letteratura occidentale. Riservare attenzione a qualcuna di queste opere può portare alla luce temi che possono aiutarci a capire alcuni dei drammi delle famiglie moderne. Tali opere descrivono spesso relazioni distorte tra una generazione ed un’altra, o un rifiuto di accettare la realtà di un membro della famiglia, oppure la paura del potere che un membro della famiglia ha sugli altri. Read more
Cesare Musatti. La struttura del pensiero ossessivo da “Compendio di igiene mentale e psichiatria infantile”
a cura di Federico Ferrini e Gloria Vannini, Psichiatria e Territorio, 1989
Il tema di questo ciclo di conferenze, che riguarda la struttura del pensiero ossessivo, mi invita a cominciare dalla considerazione di un caso clinico.
Riferirò di un giovane studente universitario rivoltosi a me poiché era forte bevitore. Gli alcolisti, come tutti i tossicodipendenti, sono difficilmente curabili mediante un trattamento psicoanalitico: può esserne parzialmente modificata la struttura della personalità, nel senso di un rafforzamento contro la tendenza alla tossicodipendenza, ma è difficile modificare radicalmente il loro atteggiamento.
In ogni caso. fu per questa ragione che egli si rivolse a me. Ma nel corso dell’analisi risultò che esisteva in lui un’altra sintomatologia, caratterizzata dalla necessità di determinati e imprescindibili cerimoniali. Questa ritualità si concentrava in maniera particolare e caratteristica nel momento in cui il paziente alla sera rincasava e si apprestava a dormire. Eccone la sequenza: entrato in casa egli doveva chiudere a chiave la porta e subito dopo non sentendosi sicuro di averla chiusa bene, doveva tornare ad aprirla e richiuderla per un numero fisso di volte, tre o cinque. Spesso avvertiva la necessità di ripetere a voce alta l’indicazione delle operazioni in corso: Read more
Dove troviamo segreti più grandi, problemi più complessi che nella psicologia? Quand’è che l’uomo sente di più la sua impotenza se non quando si avvicina, con il bisturi, ai misteri del mondo psichico?
Coscienza, evoluzione. Astraendo questi concetti sembra di guardare dentro ad un vortice senza fondo. In superficie si intravede un po’ di luce, ma quella profondità dove si trovano comprensione e sapienza sarà coperta per sempre dal buio impenetrabile.
E niente, più dell’anima umana, può essere considerato suscettibile di un “ignorabimus”. Ogni tipo di facoltà o cognizione presuppone un soggetto conoscitore ed un oggetto da conoscere, e il soggetto non può mai conoscere se stesso alla perfezione.
Così i confini della psicologia, come forma di studio, sono nell’infinito. Ma questo non scoraggia di certo collaboratori ed eroi di questa dottrina. Read more
Roland Kuhn: Henry Dunant visto dallo psichiatra.
Il saggio è dedicato al fondatore della Croce Rossa, l’Autore di “Un ricordo di Solferino”.
“… Ci concentriamo sul quarto quadro, che è probabilmente l’ultimo che Dunant ha fatto. Dunant lo chiama: “diagramma simbolico cronologico”. Si chiama “diagramma” un tracciato destinato a presentare sotto forma grafica lo svolgimentoe le variazioni di uno o più fenomeni. Il quadro di Dunant corrisponde a ciò che Littrè chiama: “diagramma della storia dell’umanità”. Un diagramma può servire a dimostrare, a spiegare o a provare qualche cosa che si pretende essere vera..L’immaginazione dell’esistenza umana sana è continuamente in movimento verso l’alto e verso il basso, e questo movimento corrisponde alla sua affettività col suo cambiamento d’umore. Read more
“All’esser-psichiatra appartiene cioè – e qui naturalmente noi non intendiamo riferirsi all’essere di ciò che si suol chiamare , ma piuttosto all’essere psichiatra in quanto tale- il discernimento che nessuna globalità, e men che mai l’uomo , può essere mediante l’approccio ovverosia mediante i metodi propri della scienza.. Da tutto ciò deriva che l’essere-psichiatrachiama in causa l’uomo nel suo insieme e ve lo impegna. Mentre in altri rami della scienza è ammissibile che si possa distinguere più o meno tra loro la professione e l’esistenza e,come si suol dire, trovare in una qualche forma di dilettantismo, in una qualche forma di partecipazione scientifica d’altro tipo, nella filosofia, nella religione, nell’arte,l’essere psichiatra reclama in certo modo anche l’esistenza dello psichiatra; perchè laddove l’incontro e l’intesa comunicativa consentono il raggiungimento del fondo e della base per tutto ciò che può essere considerato come sintomo di malattiao addirittura come malattia e sanità in generale, laddove non esiste nulla di umano che non possa essere giudicato- positivamente o negativamente – nel senso di una circostanza di fatto psichiatrica, là anche il dilettantismo, la scienza, la filosofia,l’arte e la religione possono dover essere progettati ed interpretati come possibilità ontiche e progetti interpretativi della propria esistenza”.
In Psichiatria e Territorio Vol.7 Num.1 Anno1990 Pagine136
Prezzo 15 euro
| Considerazioni su due poco rimarcati rimarcati “pensieri” di Pascal sulla simmetria |
| Traduzione italiana del prof. Max Beluffi.
Tratto da Ludwig Binswanger Ausgewдhlte Vortrдge und Aufsаtze.Band I: Zur phenomenologischen Anthropologie 1947.Francke Verlag Bern. Un pensiero di Pascal, poco rimarcato, in merito al quale anche il curatore delle “Pensйes” (nella edizione coronata dalla Acadйmie Franзaise) non sa dire molto di piщ se non che, nel caso specifico, si tratta di “un essai intйressant d’explication psychologique”, suona cosi: “Symйtrie, en ce qu’on voit d’une vue, fondйe sur ce qu’il n’y a pas de raison d’oщ voit d’une vue, fondйe sur ce qu’il n’y a pas de raison de faire autrement; et fondйe aussi sur la figure de l’homme, d’oщ il arrive qu’on ne veut la symйtrie du’en largeur, non en hauteur ni profondeur” (1). Incominciamo con la proposizione: “fondйe sur la figure de l’homme”. Il curatore delimita questo “fondamento” della simmetria con le parole: “Nous la voulons surtout en largeur, parce que c’est le sens oщ les hommes eux-mйmes sont symйtriques”. “Figure” dobbiamo tradurlo con “forma>) e non giа con “aspetto”. Ciononostante, nessuno avanza dubbi sulla circostanza secondo cui la simmetria della forma umana emerge a colpo d’occhio dal solo suo aspetto. Da ciт deriva anche che l’abolizione della simmetria umana и molto piщ disturbante – cioи agisce in modo irritante o scoraggiante e respinge chi ne и affetto in una sinistra “lontananza umana” – se essa viene evidenziata da una paralisi facciale periferica o da un naevus (fiammeus) come anche da una cifoscoliosi o da un braccio amputato (2). |
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| Ciт che Pascal qui ha visto и soltanto una parte della questione, questione che il giovane Wцlfflin ha una volta concettualizzato con queste parole: “L’immagine del nostro esserci corporeo si rappresenta soprattutto come tipo, ed и in base a questo che noi giudichiamo tutte le altre manifestazioni” (3). Read more | |
What happens in too closed groups. The experience of Therapeutic Communities.
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Anthony Bateman *
What happens in too closed groups. The experience of Therapeutic Communities.
Lucca; paper presented at the meeting about ”Affiliation and detachment from sectariam Communities”, 7-8 october 1999.
The term borderline personality disorder (BPD) has emerged from a confluence of psychiatric and psychoanalytic research. From a psychiatric point of view the DSM-IV descriptive criteria for a diagnosis of BPD can be summarised as ‘stable instability’comprising: intense but unstable interpersonal relationships; self-destructiveness; constant efforts to avoid real or imagined abandonment; chronic dysphoria such as anger, boredom or depression; transient psychotic episodes or cognitive distortions; impulsivity; poor social adaptation; and identity disturbance. Not surprisingly such patients present frequently to psychiatrists representing 11% of all out-patients and 19% of inpatients. Medication alone is an inadequate treatment (Soloff 1998) and frequently psychiatrists refer borderline patients to psychotherapists. Borderline patients are a heterogeneous group and vary in the severity of their psychiatric symptoms, their suicide risk, propensity to self-harm, and in their degree of chaotic and impulsive behaviour. Thus classical outpatient psychotherapy may be inadequate and psychotherapeutic treatment may need to take place in an in-patient (Norton and Hinshelwood 1996) or a day patient setting and be followed by out-patient and community treatment. Read more
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